Prato – Scuola Primaria Fabio Filzi

L’Istituto comprensivo Marco Polo con le due scuole primarie Fabio Filzi e Cesare Guasti, si trova dentro le mura antiche della città di Prato. I plessi distano tra di loro poco più di 250 metri.

Nell’Istituto significativa è la presenza degli studenti con cittadinanza non italiana: gli utenti stranieri sono il 66% con punte dell’85% in alcune classi. Nella scuola sono rappresentate 19 nazionalità, le più numerose, oltre alla cinese (47% degli studenti stranieri), sono nell’ordine: la comunità albanese, rumena, marocchina, nigeriana, pachistana, bengalese e filippina. In questa situazione, la scuola agisce e svolge la sua azione formativa in un contesto multietnico e plurilingue assolutamente peculiare.

L’edificio ospitante la Scuola Primaria Fabio Filzi, costruito nel 1961, si sviluppa su due piani fuori terra. All’interno della scuola sono presenti alcuni laboratori come un’aula che ospita la radio studentesca gestita dai ragazzi o come un atelier artistico, oltre ad uno spazio biblioteca e uno spazio per il pranzo che potrebbe ospitare alcuni micro laboratori del cibo.

 

Prato – Atelier delle Possibilità

Il progetto Atelier delle Possibilità proposto dall’arch. Riccardo Zuliani vuole sostenere la scuola nei propri processi di inclusività per i bambini provenienti da altri paesi e con culture differenti. A tale scopo è stato pensato un Atelier Digitale, nato dalle parole chiave multi cultura e multilinguismo.

L’Atelier delle Possibilità è generato dalla costante dualità tra la soft room e la solid room.
La soft room è uno spazio dove le attività vengono svolte per terra con le pareti completamente libere per la documentazione e le proiezioni. Lo spazio è disegnato da un pavimento a isoipse composto da piattaforme lignee rivestire in materiale soft. Il suolo diviene così sistema ambientale, innesca relazioni e possibilità in continua trasformazione. Al centro della stanza galleggia come una nuvola una struttura lignea modulare che può accogliere la vegetazione e eventualmente corpi illuminanti aggiuntivi.
La solid room è rivestita da una struttura modulare ad alto grado di flessibilità e caratterizzata da un grande tavolo a fiore che favorisce la condivisione, lo scambio e il processo creativo. Lo spazio è rivestito in 3 pareti su 4 da una struttura lignea e il sistema modulare permette di aggiungere o sottrarre elementi, garantendo flessibilità e semplicità di riprogrammazione.

>  Inizio lavori: gennaio 2018
Fine lavori: febbraio 2018