Le esperienze con FARE SCUOLA: Isorelle

Fai fatica a trovarla, la scuola. Scendendo dalla strada principale che segue il torrente Scrivia, ciò che colpisce è il verde sintetico del nuovo campo da calcio, circondato da grandi caseggiati che portano i segni del tempo. Anche la primaria De Ferrari aveva vissuto momenti migliori. Poi, come tutta la frazione di Isorelle, pugno di case, industrie e attività commerciali alla periferia di Savignone (Ge), ha sofferto gli anni della crisi economica, rischiando seriamente di chiudere a causa di una drastica riduzione di iscrizioni. Da qualche tempo, però, il vento pare cambiato. I bambini stanno tornando, perché di quello che sta accedendo qui si parla in tutta la valle. E’ un passaparola continuo e sono voci di rinascita. Non solo per la piccola scuola. 

Io vorrei togliere dalla scuola la lavagna e vorrei ci fosse una palla.Isorelle, progetto Fare Scuola, primaria De Ferrari,L’occasione per iniziare un percorso di rinnovamento è arrivata grazie al progetto Fare Scuola che prevedeva, innanzitutto, la riqualificazione degli ambienti. I lavori sono stati effettuati nel corso delle vacanze di Natale del 2016 e per i bambini è stata una sorpresa. In corridoio, un cartellone documenta le loro aspettative prima della trasformazione: nel progetto di Serena c’è un caminetto, un angolo per gli animali al posto dell’armadio, un acquario al posto della cattedra, tante piante e un unico banco con tutti i bambini. L’architetto Michele Zini, con il team dello studio ZPZ Partners, ha curato il rifacimento del plesso, proponendosi di superare il concetto di aula come luogo predisposto alla lezione frontale. I due spazi oggi frequentati dai bambini di due pluriclassi (seconda-terza, quarta-quinta) sono diventati ambienti accoglienti. Non ci sono banchi, ma tavoli dalle forme morbide, modulabili a seconda delle esigenze che emergeranno durante le lezioni. Pannelli colorati permettono di documentare le esperienze direttamente sul muro, scrivendo o attaccandoci appunti e disegni. Lo spazio per le lavagne ospita, accanto a quella classica, una moderna LIM multimediale. Un lato dell’aula è occupato da spaziosi cuscinoni colorati, mentre zaini e materiale sono ordinati in contenitori a vaschetta. Nella classe dei grandi i tavoli sembrano fiori, macchie, tavolozze, onde. E su un bigliettino c’è scritto che… “È cambiato tutto. Prima sembrava triste, tutto bianco, mentre ora è tutto colorato. Eravamo meno uniti, adesso andiamo a scuola in un posto che riunisce”.

Il senso del bello che scalda dentro.Isorelle, progetto Fare Scuola, primaria De Ferrari, E’ una mattina di normale lezione. Le aule hanno le porte aperte. Colpisce la libertà di movimento dei bambini che camminano con le loro pantofole in uno spazio ristretto e protetto, così come colpisce il rumore di fondo. Un rumore ordinato, rispettoso. Un rumore da lavoro, perché si sta lavorando. Nella classe seconda-terza sono in corso diverse attività, che si svolgono in contemporanea. Le insegnanti sono sedute con i bambini, divisi a piccoli gruppi nei diversi tavoli. Altri alunni si esercitano in piedi con la LIM, scegliendo o scartando le parole, o con la lavagna tradizionale, provando a valutare il peso di carote e zucche, perché qualche giorno prima, usciti nel piccolo orto in cortile, hanno avuto modo di ragionare sugli ortaggi e la loro crescita. Da quanto si usa questo nuovo modo di fare lezione, i bambini si spostano con naturalezza, lavorano insieme e l’ambiente ti dà la sensazione di poter disporre di uno spazio tuo, anche emotivo. Chi ha finito la sua attività può sistemarsi sui cuscinoni colorati scegliendo un libro per rilassarsi. Così come, se non occupato da altre classi, spostarsi nell’atelier. Ogni lavoro viene valorizzato. C’è tempo e modo per liberare le abilità di ciascuno e mostrarle agli altri. La classe, nonostante il vissuto quotidiano, è in ordine, “Perché tutto qui dentro è diventato bello. Quando c’è bellezza stai meglio e hai più cura delle cose”.

Senza pilota automatico. Isorelle, progetto Fare Scuola, primaria De Ferrari,L’atelier comune a tutte le classi è uno spazio inedito per i bambini, che hanno a disposizione materiali e strumenti per sperimentare: creano ombre e illusioni ottiche con l’aiuto di forme solide e proiettori, costruiscono scenografie e le documentano con l’utilizzo del computer. Effettuano misurazioni, piccoli esperimenti sugli oggetti, ma anche su robot, animali di plastica, giocattoli, mescolando i ruoli e la materia stessa, reinventandosi e mettendosi in discussione. Come stanno facendo le insegnanti, ognuna delle quali ha una storia da raccontare. C’è chi, come Francesca Boccioni, conosce questa scuola lavorandoci da anni e oggi guarda a tutti questi cambiamenti con una bella luce negli occhi. “Abbiamo passato anni difficili, di malcontento, di sfiducia, di spopolamento. Oggi, da quello che sentiamo in giro, sono sempre di più i genitori interessati a iscrivere i loro figli per il prossimo anno. Non solo da Isorelle ma da tutta la valle. Amavo questo tipo di lavoro e avrei sempre voluto farlo così, ma con l’aula tradizionale non si poteva. Certo, l’ambiente rinnovato è fondamentale, ma le cose non possono funzionare tutte da subito. È questione di tempo e di abitudine al cambiamento, per tutti”. Come per Bruna Dellacasa, insegnante della classe quarta-quinta. Fra pochi mesi andrà in pensione. La tentazione di tirare i remi in barca, per chi è nella sua situazione, sarebbe fortissima. È forse lei, più di chiunque qui a Isorelle, a incarnare il significato di cambiamento. “Ho lavorato per tanti anni in un certo modo. Era un binario dritto, un procedere con il pilota automatico. Mi sono messa in discussione. Certo, ci sono momenti in cui vado un po’ in crisi ma continuo per la mia strada cercando di lasciare terreno fertile a chi verrà”. Bruna spera possa essere Jessica Grassi, oggi insegnante di potenziamento che si divide tra due istituti che a questo punto non potrebbero essere più diversi. “La fiducia che questa scuola si sta conquistando è dovuta a insegnanti come Bruna e Francesca che, oltre a essere conosciute, ci hanno messo la faccia. È grazie anche a loro che oggi tanti genitori fanno chilometri con la macchina per portare i loro bambini qui”. È un team unito quello formato da queste insegnanti. Si raccontano i dubbi e le preoccupazioni per l’approccio a un modo nuovo di stare a scuola, si confrontano sui metodi, si dividono gli spazi. Con loro c’è Laura, la collaboratrice scolastica che per tutti, qui, è una maestra aggiunta. Un punto di riferimento per i bambini come per le colleghe. “Sono il jolly. Ho avuto la fortuna di potermi ritagliare un ruolo, dichiarando la mia collaborazione. Anche questo è un modo per far vivere ai bambini il valore non gerarchico del lavoro”.

Maestra, vado a concentrarmi in casetta”.Isorelle, progetto Fare Scuola, primaria De Ferrari, In corridoio, i bambini si contendono questo spazio raccolto, dove sedersi e lavorare in una dimensione intima, che permette, ogni tanto, di stare da soli con i propri pensieri, sotto un piccolo tetto. È un angolo ambito, anche dai piccoli della prima. Sono dodici, gli ultimi arrivati. E rappresentano il segnale che le cose, qui a Isorelle, stanno cambiando. Perché fino a qualche mese fa, pensare di allestire una classe prima era difficile per mancanza di bambini. Francesca Conte è la loro insegnante e il suo entusiasmo è coinvolgente. “Ho voluto fortemente essere assegnata a lavorare qui, perché questa trasformazione ha creato aspettative in tutti: per noi, nei genitori, nei bambini. E sono commossa di poterci essere. È cambiata la nostra dimensione professionale: non ci vediamo più come esecutori, ma come costruttori. Ogni giorno esco di casa dicendomi che non vado a lavorare, vado a scuola. E quando esco sono stanca, ma mi sento la testa in ordine”.  Sono giorni di attesa, perché arriveranno arredi e attrezzature nuovi, per allestire anche l’aula che ospita la prima esattamente come le altre classi, quelle dei più grandi. Il sindaco Antonio Bigotti ha impegnato i fondi comunali ordinare agli stessi fornitori tavoli, sedie, scaffali, materassoni colorati e dare così continuità a quanto portato da Fare Scuola. La classe, che rischiava di rimanere vuota per sempreIsorelle, progetto Fare Scuola, primaria De Ferrari,, avrà i suoi arredi confortevoli, belli e colorati. Perché con l’arrivo della prima è cambiato il suono della scuola. Il progetto ha coinvolto anche i genitori, che si informano, attivano piccole forme di autofinanziamento, chiedono preventivi ad amici e conoscenti per acquistare attrezzature. Perfino le pluriclassi, per le quali prima storcevano il naso, sono diventate un valore aggiunto, una delle cose belle di questa scuola. Dice il sindaco: “Non volevo perdere l’opportunità di dare a Isorelle una nuova occasione di ripartenza dopo un momentaccio vissuto da questa collettività. La proposta per il rinnovo della scuola ci ha aperto il cuore, oltre che un mondo nuovo.  Non è l’impegno economico a spaventarci, lo facciamo volentieri e se servisse sarei disposto ad asfaltare una strada in meno pur di non privare questa scuola della sua occasione. Perché non stiamo comprando tavoli e armadi: stiamo riavvicinando la gente che si riaggrega attorno all’amore di queste insegnanti. È come un seme che sta germogliando”.

Foto di Miro Zagnoli
Testo di Emiliano Raccagni

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