FARE SCUOLA – Progetto con la scuola dell’infanzia e la scuola primaria mette in dialogo la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi con Enel Cuore Onlus con l’intento di migliorare la qualità degli ambienti scolastici – intesi come contesti d’apprendimento e luoghi di relazione – intervenendo in scuole dell’infanzia e primarie in tutto il territorio nazionale.

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Le esperienze con FARE SCUOLA: Magliano Alfieri

Fare Scuola Magliano Alfieri Federico Eusebio

“In una zona pianeggiante della parte bassa di Magliano Alfieri, in provincia di Cuneo, inserita in uno splendido paesaggio collinare, sorge la scuola primaria “Federico Eusebio”, una struttura d’inizio ‘900 che ha subito diverse ristrutturazioni e ampliamenti per poter accogliere gli alunni sempre più numerosi. Dalle finestre delle aule si vede in cima alla collina il Castello, che simboleggia il paese e lo rende individuabile da lontano. Tra la scuola e il territorio esiste un forte legame di reciprocità. L’Amministrazione Comunale, le associazioni culturali, la biblioteca civica dialogano con la scuola condividendo la responsabilità di curare la crescita dei futuri cittadini, creando situazioni di supporto materiale e di coinvolgimento negli eventi della comunità.

Fare Scuola Magliano Alfieri Federico EusebioFare Scuola Magliano Alfieri Federico EusebioL’intervento del progetto “Fare Scuola” di Enel Cuore Onlus e della Fondazione Reggio Children parte da un percorso di riflessione che propone un’idea innovativa di pratiche didattiche, che tengano in considerazione la centralità del bambino che apprende. Tale intervento prende forma nella riprogettazione di due spazi: un’aula e un atelier, progettati dall’architetto Andrea Cattabriga.

Nell’aula, al posto dei banchi, sono stati sistemati tavoli ovali attorno ai quali i ragazzi possono impegnarsi nelle attività in modo dinamico, creativo e collaborativo. Tutte le attività vengono poi raccontate, documentate e esposte nelle bacheche e sulle mensole gestite dai bambini stessi. I colori scelti per le forniture e i tinteggi generano un senso di accoglienza e serenità. Fare Scuola Magliano Alfieri Federico EusebioFare Scuola Magliano Alfieri Federico Eusebio

In un altro spazio, è stato realizzato un atelier, inteso come uno spazio in cui sperimentare, utilizzare materiali diversi da quelli agiti nella tradizionale esperienza scolastica. È un luogo a disposizione di tutte le classi per attività materiche e digitali, un luogo flessibile e declinabile per i ragazzi, ma pensato anche per gli adulti, per la scuola tutta e per la cittadinanza. 

Il “Lab”, così è stato chiamato l’atelier, è dotato di tavoli per i lavori di piccolo gruppo aggregabili per i momenti plenari, e separabili – con l’aggiunta di carrelli mobili – per le attività in parallelo. In questo spazio si può scoprire come funziona la robotica, cosa vuol dire tinkering, creare paesaggi digitali, esplorare le possibilità della luce… Ne sono espressione anche il banco da lavoro, il mobile che, oltre ad ospitare libri ed altri materiali, può fungere da set per allestimenti o da seduta per momenti di dialogo tra i ragazzi, e un grande spazio per la video proiezione, tutti pensati come micro-luoghi dedicati alla cultura materica. Un’enorme vetrata che apre sul paesaggio circostante è la “finestra sul mondo” che offre ispirazione e spunto per integrare l’aspetto tecnologico, scolastico e naturalistico. 

Fare Scuola Magliano Alfieri Federico Eusebio Così, a metà aprile, quando si entra nella scuola rinnovata, i bambini guardano agli spazi con lo stesso stupore con cui si ammira la primavera. L’aria di novità e di rinascita ispira la voglia di definire gli spazi vivendoli: nasce l’angolo della lettura con i cuscini, la “piazza” centrale per le discussioni o le letture in gruppo. Persino i materiali, i libri e le cartine geografiche non sono più un contorno ma diventano vivi nelle mani dei bambini, co-responsabili di un percorso di apprendimento in cui le idee si confrontano, quando si argomentano le proprie opinioni, si sceglie insieme la proposta migliore. 

A maggio è quasi tempo di immaginare i primi frutti dell’estate, e i bambini desiderano mostrare ai genitori i nuovi spazi, il modo il Fare Scuola Magliano Alfieri Federico Eusebiolavorare, le loro attività. Il “pomeriggio a scuola” aperto alle famiglie viene organizzato con la partecipazione attiva e in prima persona dei bambini, che si sentono protagonisti della “loro” scuola. Si riscopre l’importanza del confronto con i genitori, dell’apertura al territorio, perché è questo che permette di far vivere la scuola come parte integrante della comunità. 

Con l’arrivo dell’autunno si pensa al prossimo anno scolastico, alle sfide del futuro: ad esempio, come integrare le attività possibili nell’atelier con l’attività curricolare quotidiana. Gli insegnanti sperimentano in prima persona il Lab-atelier nella relazione tra materico-digitale che offre, seguendo un’ottica di apprendimento interdisciplinare, e immaginano la costruzione di un curricolo digitale verticale che intrecci tra loro la tecnologia e la creatività.  

Accanto all’entusiasmo, alla curiosità, alla voglia di mettersi in gioco per sostenere i processi di apprendimento dei bambini, si prova anche il timore di sbagliare o di abbandonare alcune sicurezze maturate nel corso degli anni. Ma si sa, il cambiamento necessita coraggio.”

 

Le esperienze con FARE SCUOLA: Scicli

Ragusa è la provincia più meridionale d’Italia, Verbania è a 30 km dal confine svizzero. In entrambe le latitudini, il progetto Fare Scuola è entrato fra i banchi con una ventata di innovazione, che si manifesta in nuovi arredi ma ha una portata molto più grande. Nella primavera del 2017, alcune insegnanti della rete di Fare Scuola si Fare Scuola Scicli Verbaniaincontrano a Napoli per un corso di formazione e riconoscono l’una nell’altra la scintilla del cambiamento. Così la maestra Lorella lancia via chat l’invito a visitare il nuovo Atelier del Gusto della Scuola Primaria “Maria Peron” di Verbania. Rispondono le maestre Daniela e Anna dell’Istituto Comprensivo “E. Vittorini” di Scicli-Donnalucata-Sampieri, dove l’onda Fare Scuola ha depositato un colorato Atelier del Mare. A 1800 km di distanza dal Lago Maggiore.

Nell’aprile 2018 i bambini di Scicli vanno in gita a Verbania. Il progetto prende il nome di “Costruiamo ponti” – con un po’ di ironia – perché nessuno sente il bisogno di aspettare nuove infrastrutture per stringere legami. Ai 17 alunni delle quinte si aggiunge un’intera classe quarta. Lasciar partire i figli diventa una priorità anche per quelle famiglie che riescono a versare la quota di partecipazione soltanto in minime rate settimanali.

Giacche a vento nel trolley e anche costume da bagno, i siciliani portano il sole sul Lago Maggiore. Nei ricordi degli alunni, Verbania si imprime come una città floreale da Fare Scuola Scicli Verbaniacui si vedono i monti. “Erano belle le isole sul lago” racconta Roberta, “e anche la scuola, perché ci sono tante cose che noi non abbiamo: la sala mensa, la biblioteca, l’aula di inglese, il giardino… Tutto”. Da quest’anno c’è anche “LABolla”, un laboratorio scientifico sul cibo progettato nell’ambito di Fare Scuola. Da lontano, le maestre inviano ai genitori notizie e fotografie, che si possono ingrandire così da valutare meglio l’umore del bambino in base all’espressione, oppure il tempo atmosferico in base al a pesantezza della giacca. “Quand’è tornato da Verbania” racconta un genitore, “mio figlio Angelo era stanchissimo ma contento. È arrivato a casa a mezzanotte ma non voleva aspettare l’indomani per raccontare tutto”. Dice la piccola Sara: “La mia sensazione è stata: gioia, un sogno, e altre cose che non so descrivere”.

Nell’aula di Verbania cala un silenzio insolito, dopo la partenza dei visitatori. Poi sbucano ad alta voce i ricordi di quel che è successo soltanto il giorno prima. Commenta Mattia: “Ai nostri ospiti è piaciuto il labirinto dei tulipani, anche se non era fiorito. La vasca delle ninfee, anche se non c’era l’acqua. A loro è piaciuto tutto lo stesso, perché non l’avevano mai visto”. “Non avevano mai visto le montagne, né un paio di sci” aggiunge Alessandro, “e credevano che noi non avessimo mai visto il mare”.

Nelle settimane che passano, i bambini si scambiano messaggi e fardelli di lettere, finché arriva maggio e si ritrovano a Scicli, dove i compagni siciliani fanno da guida tra Fare Scuola Scicli VerbaniaPalazzo Spadaro, Palazzo Beneventano, le chiese di S. Bartolomeo e S. Matteo. Scicli è abituata all’accoglienza e anche alla luce dei riflettori: proprio nei giorni della gita, in piazza sono in corso le riprese delle nuove puntate del “Commissario Montalbano” e il municipio sta per essere trasformato in questura per esigenze di finzione. A Punta Secca, davanti alla casa sulla spiaggia resa nota dalla serie tv, i bambini di Verbania non risparmiano le fotografie. Basta un simpatico gelataio alto e pelato per farli sentire più vicini alla loro idea romantica di viaggio in Sicilia.

Quando le due scuole si incontrano, prende forma una Babele di accenti, per merito delle migrazioni interne al nostro Paese in entrambe le direzioni. La maestra Rosi è emigrata a Verbania proprio da Donnalucata: è stato facile convincere i bambini a venire a conoscere la sua terra e i suoi ex alunni ormai in quinta. Ma anche tra le maestre di Scicli ci sono donne cresciute a Milano o in Svizzera, che per amore hanno scelto di vivere nella provincia più meridionale d’Italia. I bambini scoprono un nuovo modo di fare amicizia, che si alimenta delle differenze: “Il nostro parlare è diverso dal loro”, dice Iris di Scicli, nove anni. “Abbiamo provato a insegnargli qualche parola siciliana, loro la ripetono ma non capiscono il significato”.

Fare Scuola Scicli VerbaniaVerbania è la città dei fiori, Scicli dei pomodori. Quando Nicolas entra nella serra dell’azienda Galanti, la prima cosa che gli viene in mente è “Questo è proprio l’odore della nostra terra”. I bambini piemontesi seguono con curiosità la filiera dell’oro rosso: nell’Atelier del gusto progettato da Fare Scuola, sono abituati a regolare il clima dei microambienti perché una pianta nasca dal seme. Nelle serre del ragusano possono osservare su ampia scala le problematiche della coltivazione, dalla fertilità del suolo ai parassiti. Appesi allo stelo, i pomodori non sono tutti uguali ma possono avere bocche e nasi rossi quasi raffreddati, oppure somigliare a pere o zucche. I bambini si intrufolano fra le pile di cassette, allungano le mani per acchiappare qualche datterino e nasconderlo nelle tasche. “Voglio vivere qui!”, esclama Elena dopo averne assaggiato uno.

Arriva l’ora della merenda e dentro al magazzino di trasformazione dei pomodori si fa amicizia parlando di cibo. Marco, assente nella prima fase del gemellaggio, prende subito confidenza con qualche domanda diretta che gli fa recuperare il tempo perduto. “Qual è la cosa più buona che hai mangiato qui a Scicli?” chiede ad Andrea, che ricorda bene il sapore del pastiere ripieno di carne e dell’arancina al ragù. Poi Marco chiede consigli su cosa mangiare a Verbania: secondo Andrea, varrebbe la pena ordinare gnocchi, pasta coi funghi, polenta d’inverno. Una volta presa confidenza, i due passano a confrontarsi sui problemi veri della vita: quanti compiti assegnano le maestre. A quanto pare tantissimi ovunque.

In queste zone, dove le spiagge non si sono salvate dalla privata furia edificatoria, i piccoli abitanti misurano in passi la distanza fra le loro case e il mare. Ad un passo, si Fare Scuola Scicli Verbaniasentono davvero vicini. A venticinque, già molto lontani e vanno in spiaggia soltanto d’estate. Nella scuola di Sampieri il mare è vicinissimo, appena oltre un muro di tufo. Per portarne un po’ a scuola, basta fare una passeggiata sulla spiaggia e raccogliere quel che lasciano le onde. Oppure guardarne un ritaglio dentro a una sagoma fustellata, o scattare una fotografia. Alcuni battono l’acqua con una canna per rilassarsi, immaginando un’isola dove c’è un mucchio di ciottoli. Altri dibattono su come far sopravvivere le piccole rane che hanno appena catturato per tenerle a scuola dentro a una boccia. Raccolgono un po’ d’acqua mettendo le mani a conca e la trasportano finché non scivola tra le dita. Fanno ipotesi sulle stelle marine, che non si capisce se siano morte o vive finché il mare le muove. Usano le canne per disegnare sulla sabbia, e rametti sbiancati per fissare le porte nelle partite di calcio. Angelo vede un amuleto su una pietra dalla forma strana. Federica raccoglie pietre così curiose che vuole portarle con sé per tenere in casa il mare. “Questi bambini vivono il mare, ma sono abituati a giocare con dei giochi in plastica. Prendere conchiglie e alghe, metterle insieme… oggi è una cosa che non si fa più” commenta Lorenzo Cannella, biologo dell’associazione Mangrovia.

Fare Scuola Scicli VerbaniaI bambini di Verbania guardano l’acqua fremendo finché non gli viene dato il permesso di buttarsi a mare in costume, mentre gli autoctoni impreparati si mettono in mutande o si bagnano fino alle maglie. Il finale è una classica fila di vestiti messi a stendere al sole sulla ringhiera della scuola.

Nell’Atelier del Mare, si può portare il mare a scuola e osservarlo, un elemento alla volta. Lo spazio comprende armadi per riporre oggetti e tavoli pieghevoli per scoprire meglio i reperti collezionati sulla spiaggia. Tutto scorre su ruote in modo che si possa facilmente riposizionare all’interno o all’esterno, in base all’uso e al tempo atmosferico. Attraverso i cassetti trasparenti è più facile intuire cosa c’è dentro. “Tuberi di mare, pigne, frammenti di mattoni, alghe che chiamano polpette… Sono oggetti che conoscono, perché giocano intorno alla pineta e alla fornace incendiata. Qui imparano a classificarli e a combinarli in modo diverso. Avendo qualcosa tra le mani, scatenano l’ingegno” spiega la maestra Paola. “Sulla spiaggia troviamo cose diverse in base alla mareggiata. Ma potremmo anche cambiare luogo, o tornare un altro giorno” spiega Giuseppe, nove anni. “Siamo in una fase di sperimentazione” dice la maestra Adriana, “stiamo carburando. Questi arredi hanno una potenzialità infinita”. I bambini hanno già testato la novità: il nuovo pavimento del campetto di calcio non è soltanto di un incredibile blu, ma anche più morbido quando si cade. “Prima era di cemento, e se cadevi coi pantaloncini ti sbucciavi il ginocchio” aggiunge Giuseppe.  

In questa piccola comunità sociale, dove le classi contano pochissimi alunni, l’Atelier è un segnale di apertura al territorio. “Sampieri è un piccolo borgo di pescatori. In questo plesso si sono sempre sentiti ai margini, ma adesso si mettono al centro” spiega la dirigente Marisa Cannata. Poi aggiunge la dirigente: “L’entusiasmo serpeggia nei docenti, tra i bambini e le famiglie, che stanno rispondendo alla grande. Fare Scuola crea ambienti che favoriscono il coinvolgimento di tutti i soggetti protagonisti. E ci ha permesso di incontrare un’altra scuola, a partire da un’idea comune”. “L’Atelier ha portato i genitori dentro alla scuola, perché li abbiamo coinvolti nelle attività coi bambini. Si è abbattuta una barriera” afferma la maestra Daniela.Fare Scuola Scicli Verbania

Prima di separarsi, i bambini delle due scuole costruiscono una composizione con gli oggetti portati sul mare dalla natura e dall’uomo. Una composizione effimera, che si può scomporre e rifare, ma poi rimangono le immagini e il ricordo. Un gruppo crea il mare dentro a un barattolo di vetro con un fondale di sabbia, a cui i bambini di Verbania aggiungono una terraferma di conchiglie tutto intorno: “È come un lago, di solito circondato da montagne” spiega Andrea. “Noi abbiamo rappresentato la Sicilia e Verbania. Metà del disegno è di sabbia e specchi, l’altra metà di piante e fiori” spiega Greta. Per costruire un ponte, tra le due metà aggiungono una canna di mare. Un altro gruppo crea un piccolo arcipelago di isole, ma non riescono a smettere il gioco e così, un’ora dopo, non rimane più spazio sul tavolo specchiato. “Lo specchio è utile per costruire” commenta Edoardo “perché riflette il cielo e sembra il mare”.

Cosa finisce e cosa rimane? I bigliettini di benvenuto e di ringraziamento, i cartelloni turistici appesi alle pareti, frasi come “i giorni più belli della mia vita finora” o “sei la migliore amica che non hai mai avuto”. Nuovi progetti di gemellaggio con la Fare Scuola Scicli VerbaniaGermania e l’Irlanda. L’intenzione di incontrare altre scuole e confrontarsi sulle buone pratiche. Nessuno si preoccupa dell’effimero perché tutto troverà un nuovo significato cambiando di posto. “Fare Scuola” pensa la maestra Lorella “ti dà una forma mentale del tipo: si può fare. Se a scuola abbiamo messo in piedi un atelier come LABolla, allora vuol dire che le idee possono andare avanti”.

Ultimo pranzo prima di salutarsi, poi ripensare alle stesse cose a una distanza di 1800 km. Sulla torta è disegnata l’Italia, dove le regioni si distinguono per colore come su una carta geografica. Tra Verbania e Scicli c’è soltanto una riga di cioccolato.

 

Testo di Irene Russo
Foto di Alba Ferrari

Le esperienze con FARE SCUOLA: Matera

Il progetto Fare Scuola è un segnale evidente di come tutto si evolva in fretta. Fare Scuola, Matera, Primaria Padre MinozziNella Scuola dell’Infanzia e Primaria Padre Minozzi di Matera, dove c’era un grande salone adibito al collegio docenti, ora ci sono un atelier per i lavori di gruppo, espositori alle pareti e attrezzature tecnologiche per le attività digitali. I bambini stanno attorno al tavolo esagonale e, quando i posti non bastano, usano i piani d’appoggio laterali facendosi largo tra i materiali di recupero accumulati dalle maestre. Ci vuole tempo perché

Le esperienze con FARE SCUOLA: Napoli, Ponticelli

La novità sulla facciata segna il passaggio di Fare Scuola, il progetto che ha ripensato alcuni spazi dell’istituto in modo da supportare attività differenziate e migliorare la comunicazione all’esterno. AFare Scuola, Napoli, IC Marino Santa Rosa partire dai punti di debolezza dell’ambiente, gli architetti hanno progettato strutture su misura che si integravano nel preesistente, ampliando le possibilità e le modalità di relazione fra alunni, genitori e insegnanti. Il preside Gaetano Marchesano ha coinvolto tutte le maestre e lasciato sviluppare in ogni angolo lo spirito del progetto. Qualcosa è

Le esperienze con FARE SCUOLA: Isorelle

Fai fatica a trovarla, la scuola. Scendendo dalla strada principale che segue il torrente Scrivia, ciò che colpisce è il verde sintetico del nuovo campo da calcio, circondato da grandi caseggiati che portano i segni del tempo. Anche la primaria De Ferrari aveva vissuto momenti migliori. Poi, come tutta la frazione di Isorelle, pugno di case, industrie e attività commerciali alla periferia di Savignone (Ge), ha sofferto gli anni della crisi economica, rischiando seriamente di chiudere a causa di una drastica riduzione di iscrizioni. Da qualche tempo, però, il vento pare cambiato. I bambini stanno tornando, perché di quello che sta accedendo qui si parl

Le esperienze con FARE SCUOLA: Taranto

Un giorno, i bambini della  del quartiere Paolo VI hanno scritto su una manciata di fogli bianchi i primi diritti che veScuola Falcone, Taranto, Fare Scuolanivano loro in mente, quelli che ritenevano essere i diritti fondamentali che ogni scuola – ogni città, ogni paese – dovrebbe rendere visibili, far toccare, afferrare, modellare con le mani. Quei fogli, scritti a stampatello e corredati da disegni colorati, sono poi stati raccolti dai maestri e appesi nel corridoio della scuola. Così chiunque ha potuto leggere che i bambini hanno il diritto ad avere le scarpe chiuse, così non si fanno male. I bambini hanno il diritto di costruire una casa sull’albero. Il diritto ad andare allo scivolo e ad avere un parco. Il diritto di togliere i mafiosi, i cattivi. Il diritto di ascoltare e essere ascoltati. Il diritto di parola quando parlano i grandi. Il diritto ad avere banchi più lunghi e più larghi. Il diritto ad

Le esperienze con FARE SCUOLA: Verbania e LaBolla

A Verbania c’è una scuola vicino al lago dove i bambini si sporcano le mani. Le usano per mettere a dimora le piantine nell’orto che si vede nel cortile interno, dalle finestre delle aule. Manipolano l’argilla che diventerà ceramica. Creano composizioni con i materiali di scarto usando carta, nastri, bottoni, ritagli di stoffa e pezzi di plastica o metallo. Impastano acqua e farina per fare il pane o la pasta, pasticciano con il cacao e il cioccolato. Si sporcano le mani e sono felici di farlo. Ancora di più da quando è arrivata una novità che chiamano LABolla. Da ottobre del 2016, infatti, alla primaria Maria Peron è presente un laboratorio scientifico del cibo, attivato nell’ambito del progetto Fare Scuola, realizzato da Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi e Enel Cuore Onlus.

Montorio al Vomano – Naturalmente

Naturalmente, ovvero della natura, che riguarda la natura nel suo significato più ampio e comprensivo, è il principio di base che guida il progetto per la scuola dell’infanzia di Montorio.

Un nuovo ambiente unitario, precedentemente articolato in due stanze, è suddiviso per ambiti:

  • la stanza dei paesaggi immaginari dove sperimentare la luce e il buio, il suono e il silenzio, il liscio e il ruvido e dove poter proiettare e creare ambienti immersivi;
  • lo spazio dei sogni e dei racconti ovvero un luogo con arredi morbidi dove potersi riposare ma anche dove poter ospitare attività quali lettura, disegno, costruzione, discussione;
  • l’atelier materico, un ambiente più strutturato attrezzato con tavoli e sedie di cartone componibili dove svolgere attività organizzate e sperimentare e indagare i diversi linguaggi dei materiali.

>  Inizio lavori: febbraio 2018
Fine lavori: aprile 2018

 

Caserta – Progetto

Il progetto proposto dall’arch. Maurizio Lai offre opportunità di ricerca e reinvenzione di alcuni ambienti della scuola, permettendo una condivisione delle attività tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. La presenza di elementi scomponibili consente di scoprire, sperimentare e ideare insieme agli altri nuovi scenari e contesti di apprendimento.

L’ingresso si trasforma in un’area che accoglie e avvolge, in cui poter socializzare, giocare e lasciare la propria traccia su pannelli a pa­rete magnetici o su ripiani inglobati nella seduta.

L’area della biblioteca diffusa è stata progettata con l’obiettivo di riservare una zona in cui poter leggere e dialogare con i propri compagni.

Lo spazio riservato alle attività teatrali e alle proiezioni e lo spazio dell’atelier sono luoghi nei quali è possibile indagare diversi linguaggi espressivi. La parete materico digitale presente nell’atelier è un arredo da esplorare che ospita materiali differenti attraverso i quali costruire e scoprire nuove possibilità e percorsi di apprendimento.

 >  Inizio lavori: marzo 2018
Fine lavori: aprile 2018

Magliano Alfieri – Progetto

L’obiettivo del progetto proposto dall’architetto Andrea Cattabriga dello studio slow/d è quello di creare un laboratorio-atelier utilizzabile sia per attività materico-digitali che attività condivise insieme agli adulti in orari extra-scolastici.

L’intervento è orientato quindi alla versatilità, permettendo di riconfigurare lo spazio in modo da poter svolgere lavori di gruppo e attività plenarie.

Il luogo vuole essere fortemente rappresentativo delle qualità fondamentali di uno spazio per la fabbricazione digitale, l’educazione tecnico-scientifica e la cultura materica ovvero dei processi di trasformazione e dell’accessibilità al sapere.

Lo spazio è inoltre dotato di elementi utili alla documentazione e di un proiettore per condurre e coordinare le attività, così come per consultare e condividere materiali.

>  Inizio lavori: febbraio 2018
Fine lavori: aprile 2018